Progetti

Prossimità e ascolto, sono queste le due parole con le quali si potrebbe sintetizzare l’impegno della nostra chiesa locale nel destinare le risorse straordinarie che ogni anno ci vengono messe a disposizione dalla C.E.I., da Fondazioni Bancarie o da donazioni private.

Al fine di comprendere il nostro stile progettuale, va chiarito il ruolo della Caritas Diocesana, che così come descritto nello statuto di Caritas Italiana, ha il compito principale di “promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica”[1].

L’approccio pedagogico cui si fa riferimento, si basa sul metodo della pedagogia dei fatti, che altro non è che l’aiutare la comunità a partire dai problemi, dai fenomeni di povertà, dalle sofferenze della gente, per costruire insieme a loro le risposte di solidarietà, al fine di promuovere il costume della partecipazione e della responsabilizzazione.

In questa logica l’obiettivo di un progetto travalica il solo rispondere in modo efficiente a determinati bisogni, ma piuttosto, ha il principale compito di coinvolgere l’intera comunità nel promuovere esperienze quotidiane di prossimità facendo emergere una mentalità di condivisione.

Ed è in questo solco che si inseriscono i nostri progetti, che nascono dalla costante azione di valorizzazione della funzione di ascolto, di osservazione e di discernimento, fatta dalla nostra Caritas. Divenendo segno di risposta alle domande dei “piccoli”, affinchè cresca la fraternità nelle nostre comunità.