Progettazione Caritas 2016 – 2017

CON I MIEI OCCHI

Questo progetto nasce dalla convinzione che per favorire nei giovani la crescita in conoscenza e consapevolezza su tematiche delicate e sensibili come quelle relative ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati sia importante proporre esperienze dirette, “sul campo”. Vedere “con i propri occhi” è, in questo senso, il contatto diretto, l’incontro, la relazione con i migranti e le organizzazioni che si occupano di accoglienza, accompagnamento e integrazione.

– L’Area Giovani Caritas diocesana ha organizzato due Campi estivi in Sicilia (agosto 2016 e agosto 2017) con gruppi di giovani interessati ad approfondire le questioni relative alle migrazioni e a conoscere diverse esperienze di accoglienza
– Entrambi i viaggi sono stati realizzati
in collaborazione con Caritas di Noto e Terre des Hommes nei centri di Ragusa e provincia con incontri di conoscenza di progetti in atto, visite ad esperienze di accoglienza, partecipazione ad attività di animazione organizzate da realtà parrocchiali del territorio, scambi con i giovani di Caritas Noto. Il campo estivo dell’agosto 2017 ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di giovani della Pastorale Giovanile diocesana.
– Al termine del primo viaggio l’Area Giovani Caritas ha organizzato
uno spettacolo “Rotte Comuni” che ha coinvolto giovani e richiedenti asilo (7 repliche per circa 2000 spettatori).

CROCEVIA46

Per rispondere ad un bisogno di casa per chi fa fatica a mantenere la propria e per dare testimonianza concreta che la ristrutturazione in housing sociale di uno stabile
della Diocesi
in centro Cuneo può rappresentare un’occasione di emancipazione e crescita per le persone che vi abitano e per la comunità.
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla
Conferenza Episcopale Italiana, a Fondazione CRC di Cuneo, alla Compagnia San Paolo con il Programma
Housing
, a Diocesi di Cuneo e Caritas diocesana con fondi derivati da un lascito testamentario e da donazioni di privati cittadini.
Caritas diocesana ha coprogettato la gestione di Crocevia46 con le Cooperative Sociali Emmanuele onlus e Momo le quali hanno costituito
Open House srl ets, impresa sociale che attualmente si occupa della gestione sociale e immobiliare di Crocevia46. L’obiettivo primario del progetto è dare vita a una residenza temporanea, ossia a soluzioni abitative caratterizzate dalla temporaneità della permanenza, da costi di affItto contenuti e alla possibilità di fruire di spazi e servizi comuni.

Housing sociale Crocevia46, inaugurato nel settembre 2017, è così strutturato.
– ll
piano terra comprende sette uffci e spazi commerciali, una sala riunioni, un atrio comune che rappresenta un fondamentale elemento di condivisione tra le diverse realtà presenti nella struttura e un grande cortile attrezzato per eventi pensato con l’obiettivo di creare uno spazio capace di coinvolgere la cittadinanza. Tutti gli uffici del piano risultano affittati a realtà di diverso genere e che comprendono sportelli lavorativi al cittadino, attività educative rivolte all’ infanzia, sportelli di ascolto per
adolescenti
.
– Il
primo e secondo piano ospitano due trilocali e quattro bilocali destinati a famiglie che per motivi contingenti sono in condizione di vulnerabilità abitativa e non possiedono le risorse per accedere al libero mercato della casa. Accedono a Crocevia46 nuclei in condizioni di fragilità economica o relazionale temporanea, dovuta a fattori transitori del percorso familiare o del mercato del lavoro, ma che possiedono risorse personali e di reddito tali da pensare a una futura autonomia abitativa. In Crocevia46 trovano, oltre a una residenza temporanea, un luogo accogliente di condivisione con altri abitanti e con i diversi frequentatori degli spazi comuni.
– Il
terzo piano è organizzato in sette camere di cui due doppie e cinque singole, un salone/cucina, lavanderia e servizi ed è stato pensato per studenti e lavoratori che non risiedendo abitualmente a Cuneo e necessitano di una base d’appoggio in città.

Crocevia46 si propone come nodo di una fliera abitativa che, in rete con enti pubblici, privati e del terzo settore, promuove cultura e pratiche dell’abitare che attivino integrazione tra persone e comunità per generare percorsi di dignità, emancipazione, radicamento abitativo e sociale.
Sito web www.crocevia.org – info@crocevia46.org

ROTTE COMUNI

“Rotte comuni” è un progetto che promuove concrete, stabili e partecipate connessioni in rete con chi già si occupa di accoglienza di persone richiedenti asilo/rifugiate (la cooperazione sociale) e con chi – parrocchie, enti e privati cittadini – intende condividere una comune visione dei problemi ed attivare opportunità/azioni di integrazione nella comunità. Sono rotte comuni quelle tracciate da chi riconosce che per raggiungere la propria meta ha bisogno degli altri. E questo obiettivo riguarda
tutti, richiedenti asilo, rifugiati, abitanti residenti.

Le Caritas Parrocchiali che hanno aderito al progetto sono Confreria – Salesiani – San Rocco Castagnaretta- San Paolo – Caraglio.
Attraverso il progetto:
– sostenute la Parrocchia Giovanni Bosco (Salesiani) e la Cooperativa Momo nell’arredo, afftto e utenze, di un
nuovo appartamento che accoglie 5 persone rifugiate

costituite ed accompagnate tre équipe di comunità nelle parrocchie di Confreria e Salesiani e San Rocco Castagnaretta dove sono accolte 27 persone richiedenti asilo/rifugiate nei diversi appartamenti gestiti dalla Cooperativa Momo;

promossi percorsi di accoglienza e integrazione Welcome! presentazione delle persone richiedenti asilo alle tre comunità parrocchiali e ai quartieri coinvolti, organizzazione e partecipazione ad eventi comunitari, iniziative conviviali di coinvolgimento del vicinato, attività di volontariato a favore del quartiere e della comunità, partecipazione ad attività sportive, ricreative, artistiche, lavori socialmente utili con comitato di quartiere e comune cuneo, affIancamento nell’insegnamento individuale e di gruppo della lingua italiana, collaborazione nella ricerca di alloggi e nella ricerca di lavoro;
14 incontri di sensibilizzazione e informazione rivolti alle comunità parrocchiali e alle scuole;
produzione del video “Rotte Comuni” che racconta il progetto con le voci e i volti dei protagonisti;
23 realtà del territorio (pubbliche, associative, cooperative, imprenditoriali) coinvolte a vario titolo nel progetto
– avviati
ulteriori percorsi per la costituzione di équipe di comunità in altre parrocchie della Diocesi per l’accompagnamento di persone richiedenti asilo/rifugiate ospitate in appartamenti gestiti dalla rete di cooperative “Rifugiati in rete” e di persone in uscita dalle accoglienze.

Il progetto si è formalmente chiuso nell’ottobre 2017 con un incontro pubblico di presentazione degli esiti e degli sviluppi. Il lavoro svolto ha permesso di dare continuità ad una serie di iniziative promosse nel corso del progetto. Grazie all’Equipe Immigrazione di Caritas diocesana, sta proseguendo l’esperienza delle
èquipe di comunità attivate dal progetto così come le iniziative di sensibilizzazione pubblica. Caritas diocesana ha sostenuto la presentazione del progetto SPRAR delle Cooperative Rifugiate in Rete e continua ad accompagnare l’attivazione di nuove èquipe di comunità in altre parrocchie.

ASCOLTO IN RETE

L’iniziativa si pone, come obiettivo di fondo, il perfezionamento della capacità di raccolta e lettura dei dati sulla povertà nel contesto cuneese, attraverso la realizzazione di un progetto sperimentale di durata biennale che coinvolge le Caritas diocesane e parrocchiali della provincia di Cuneo.
L’obiettivo è contribuire a
costruire un sistema di inserimento e lettura dei dati più ampio attraverso l’utilizzo di una piattaforma comune che permetta di comprendere l’evoluzione dei bisogni e delle caratteristiche delle persone in diffIcoltà ed individuare azioni di sensibilizzazione e lotta alla povertà sempre più effcaci.
Le
Caritas Parrocchiali della Diocesi di Cuneo coinvolte sono Centri di Ascolto di Caraglio / Bernezzo – San Bartolomeo di Boves – Cuore Immacolato di Maria –
Madonna delle Grazie – San Giovanni Bosco – San Pio X – San Defendente di Confreria – San Paolo.
Queste le principali azioni promosse con i 9 Centri di ascolto diocesani e parrocchiali della Diocesi di Cuneo:
– Dotazione di
attrezzature informatiche ai centri di ascolto sprovvisti;
Consulenze ed accompagnamento dei volontari dei centri di ascolto alla raccolta e inserimento dati utilizzando la Piattaforma Regionale Caritas R.OSPO;
10 incontri di formazione comuni;
– Coinvolgimento di 4 giovani a supporto dei volontari nell’attività di inserimento dati;
1152 persone ascoltate nel biennio 2016/2017 dai 9 Centri di Ascolto diocesano e parrocchiali;
Redazione di un dossier di sintesi delle situazioni di povertà;
Redazione di un report comune con l’analisi dei dati di tutti i Centri di Ascolto delle sei Caritas diocesane della provincia di Cuneo;

Il progetto si conclude a Maggio 2018. Considerati gli esiti positivi del lavoro svolto con i Centri di Ascolto coinvolti, tutte le Caritas diocesane della provincia di Cuneo e la Delegazione Regionale Caritas Piemonte e Valle d’Aosta hanno sottoscritto un ulteriore Protocollo d’intesa che prevede la prosecuzione del progetto per un ulteriore biennio (2018/2019).

APRIPISTA

“Apripista” è un progetto volto ad affIancare le persone in diIffcoltà nell’ affrontare ostacoli che spesso non sono in grado da sole di superare e che impediscono l’accesso alle risorse lavorative e sociali. Attraverso questo progetto si intende potenziare le condizioni base utili per accedere al mondo del lavoro e alla vita di relazione attraverso incentivi, tutoraggi e accompagnamenti di almeno 10 persone in situazione di svantaggio seguite dai volontari dei centri di ascolto e dai servizi sociali pubblici.
Le Caritas Parrocchiali coinvolte sono Confreria, San Bartolomeo di Boves, Cuore Immacolato, Madonna delle Grazie, San Giovanni Bosco, San Pio X e Bernezzo.
Queste le principali azioni:
sviluppo delle competenze professionali attraverso incentivi per il conseguimento della licenza media e di qualifche di formazione professionale e l’addestramento sul campo in impresa;
capacità di comunicare correttamente in lingua italiana attraverso corsi per stranieri;
possibilità di gestire gli spostamenti richiesti dal lavoro, i fgli, la vita di relazione attraverso il conseguimento della patente;
sostegni alla conciliazione casa/lavoro per le situazioni di famiglie o donne sole con fIgli per l’attivazione di doposcuola e/o la gestione dei bambini negli orari in cui i
genitori lavorano;
la sottoscrizione di patti di reciprocità con Caritas parrocchiali, Servizi sociali CSAC, enti di formazione, scuole guida, enti non proft, cooperative sociali, imprese.
Al 15 Febbraio 2018 sono state
affiancate e incentivate 16 persone che hanno raggiunto grazie al progetto traguardi utili per la loro vita (certifIcati di apprendimento lingua italiana, licenza scuola secondaria inferiore, qualifiche professionali, patenti di guida, tirocini formativi, sostegno inserimento doposcuola e mensa dei fIgli).
Nell’ ambito del progetto è stato attivato dalla Fondazione CRC un percorso formativo e consulenziale sul senso e sugli strumenti collegati alla raccolta fondi on line. E’ stato così possibile mettere a disposizione dal sito di Caritas diocesana un collegamento per le donazioni on line.
Il progetto termina a maggio 2018 con il
Seminario Partenze Diseguali attraverso il quale si presenteranno gli esiti del percorso e si proporranno riflessioni da diversi punti di vista sul tema della diseguaglianza.

DORMIVEGLIE 

Il titolo “Domiveglie” è stato scelto per richiamare quella condizione incerta” fra l’essere svegli e l’essere addormentati, una fase tra il sonno e la veglia che non lascia tregua, tormentata dalle preoccupazioni e dalle difficoltà del giorno, tali da non lasciare spazio al riposo notturno.
In questo senso, il progetto ha voluto mette in atto iniziative unite dal tema della
vulnerabilità abitativa per contribuire a promuovere soluzioni su più livelli rispetto alla questione dell’abitare. Le azioni sviluppate hanno avuto però una precisa impronta, nella volontà comune agli attori coinvolti di agire per una presa in carico di queste vulnerabilità non solo da parte di organizzazioni strutturate con i loro operatori (Caritas e Cooperative sociali), ma tramite un’attivazione dell’intera comunità per creare percorsi condivisi di autonomia, dignità e stabilizzazione (nel radicamento in un territorio e nell’abitare) delle persone coinvolte.
Il progetto ha quindi unito tre livelli di azione corrispondenti ad altrettante tipologie di vulnerabilità
abitativa, avendo come destinatari:

– persone in accoglienza a bassa soglia (dormitori – alloggi in accoglienza temporanea) 9 persone seguite;
– persone/famiglie che vivono in
alloggi temporanei perché hanno perso o non riescono a mantenere una casa per cause diverse (es. separazioni – rifugiati – problemi di salute) 8 persone/nuclei familiari;
– persone/famiglie che pur avendo una casa vivono
situazioni di stress economico e sociale tali da chiedere aiuti nel pagare utenze, affitti, mutui 6 persone/nuclei familiari.

Il progetto “Dormiveglie” si è quindi concentrato su quattro obiettivi principali:

1. Gestire, monitorare e mettere a sistema le azioni del progetto attraverso un gruppo stabile (Cabina di Regia) formato da 2 referenti della Caritas Diocesana e 2 referenti degli enti gestori e cogestori delle accoglienze;
2. Migliorare la qualità della vita e della salute delle persone in accoglienza a bassa soglia
3. Accompagnare persone e famiglie in stress abitativo al raggiungimento di traguardi utili a migliorare le condizioni di vita e di reddito
4. Sensibilizzare e attivare le comunità parrocchiali e civili rispetto alle preoccupazioni e alle opportunità collegate all’abitare il proprio territorio, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità abitativa

Nel perseguire questi obiettivi, i beneficiari del progetto sono stati coinvolti in prima persona, contribuendo ad analizzare i problemi relativi alla propria condizione e le risorse necessarie a migliorarla, fino all’individuazione di quali azioni potessero portare benefici alla propria situazione, alla condivisione e all’adesione al percorso
attraverso un “patto di reciprocità”. 
Questo strumento definisce insieme al beneficiario traguardi concordati, realistici e utili per la vita del beneficiario,
verso il cui raggiungimento viene accompagnato da un tutor affiancato da volontari formati, oltre a prevedere incentivi economici al raggiungimento degli stessi (es. attivazione di borse lavoro o tirocini a seguito del conseguimento della patente o di un titolo di studio).
 Le parole chiave del progetto “Dormiveglie” sono quindi:

SOSTEGNO alla persona indipendentemente dalle origini della sua vulnerabilità abitativa
AUTONOMIA come obiettivo primario per scardinare l’idea di un assistenzialismo fine a se stesso, ponendo al centro del percorso la persona anziché il servizio
ABITARE inteso come stare/vivere non solo un luogo, ma anche una comunità, una rete di relazioni e fiducia che spesso va ricostruita
COMUNITÁ attraverso l’attivazione di una rete che comprende professionisti e volontari, che agisce allargandosi e stimolando l’intero territorio attorno alla persona affinché la presa in carico e la consapevolezza delle vulnerabilità non sia più singola, ma collettiva
RECIPROCITÁ intesa come relazione profittevole sia tra beneficiario e soggetti che attivano il progetto, sia tra professionisti e volontari, in uno scambio continuo di sensibilità e competenze che arrichiscono e approfondiscono le azioni e le relazioni nate durante il progetto.