Progettazione Caritas 2014 – 2015

PROGETTO AZZARDIAMOCI 

I giovani sono il nostro futuro, si dice: sono anche il futuro di Caritas. Ma come coinvolgerli in attività di volontariato, di educazione al dono, di cittadinanza attiva se molti giovani vivono in condizioni di precarietà, fragilità, disorientamento ed incertezza rispetto al futuro? Azzardare sfidando la fortuna con il gioco o azzardare vivendo da protagonisti?  Queste sono le domande di fondo dalle quali siamo partiti e che hanno sollecito e motivato l’elaborazione del progetto.

Con il progetto “Azzardiamoci” è stato possibile:

  1. costituire l’Area Giovani della Caritas Diocesana in grado di assicurare nel tempo continuità, stabilità e sviluppo ai percorsi costruiti; nel corso del progetto sono stati realizzati un logo di area, una pagina Facebook, diversi articoli sul settimanale la Guida e il video “A.A.A. Doppie identità in cerca di giovani narratori” con interviste a giovani di seconda generazione e adulti immigrati gestito dall’Area Giovani Caritas in collaborazione con l’Area Immigrazione.
  2. promuovere il coinvolgimento di giovani attraverso:
  • Stage di alternanza scuola-lavoro con 4 ragazze dell’Istituto Magistrale De Amicis di Cuneo presso l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas Diocesana di Cuneo;
  • Volontariato “Mani in Volo”  esperienza realizzata all’ interno di un progetto di peer education del Centro Servizi Volontariato di Cuneo. Coinvolti 6 ragazzi che hanno svolto attività di volontariato nella mensa Caritas nel doposcuola della Parrocchia di San Paolo;
  • Progetto “Fame di pane e di Futuro”, realizzato dall’Area Mondialità con l’Area Giovani, ha previsto un percorso di formazione e coinvolgimento attivo dei ragazzi di terza superiore di 6 Istituti scolastici cuneesi. I tre incontri svolti in ogni classe hanno sviluppato diverse tematiche come i diritti umani e diseguaglianze, la competizione per le risorse naturali, crisi umanitarie, cambiamenti climatici e migrazioni. Al termine degli incontri è stato proposto alle classi di realizzare un prodotto artistico e di partecipare all’evento “Terra Madre” a Torino;
  • Raccolta alimentare organizzata dalla Caritas e dalla Sezione Soci Ipercoop di Cuneo. Ha visto la partecipazione di numerosi giovani volontari del doposcuola della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e di giovani dell’Area Giovani che hanno affiancato i volontari più esperti di Caritas;
  • Quattro incontri di formazione su “Caritas e Povertà” con gruppi giovanili parrocchiali (Cuore Immacolato di Maria, Borgo San Dalmazzo, Cuneo Storica) di età compresa fra i 15 ai 20 anni, anche nel corso delle settimane comunitarie;
  • Tre incontri nei campi estivi Parrocchie San Pio X, Santa Croce e San Defendente e ad un gruppo giovanile dell’Azione Cattolica. Su richiesta della Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria si è tenuto un incontro formativo indirizzato ai giovani volontari del doposcuola su “La relazione con giovani ‘di seconda generazione’,
  • Due incontri di formazione, tenuti da un esperto sul tema, indirizzati ad un gruppo di 8 giovani sulla problematica del gioco d’azzardo patologico nelle fasce giovanili, realizzazione della mappatura dei bar della città privi di slot machine e partecipazione all’evento conclusivo promosso dal progetto GIOCS fnalizzato alla divulgazione dei risultati del progetto ai giovani cittadini del territorio;  

 

PROGETTO IMPRONTE DI PACE 

La costituzione nel 2014  dell’Area Giovani ha rappresenta il volano, l’accumulatore di energia per dare slancio e concretezza ad una aspirazione che da tempo Caritas diocesana stava maturando: valorizzare il protagonismo delle nuove generazioni offrendo un punto di riferimento organizzato e stabile che ha orientato e proposto percorsi di crescita personale, di volontariato e di cittadinanza attiva.
Attraverso questo progetto l’Area Giovani di Caritas diocesana ha inteso
accompagnare i giovani nella presa di consapevolezza del valore dei loro talenti sostenendoli ad investire sulla propria vita a vantaggio del loro futuro e della comunità cristiana e civile nella quale sono inseriti.

Il progetto è stato caratterizzato da un tema comune – Impronte di pace – attraverso il quale
15 giovani hanno potuto scegliere fra quattro proposte di impegno a partire dai loro interessi e motivazioni:

  • OLTRE IL CORTILE DI CASA: Caritas promuove in molte scuole percorsi di formazione sulle tematiche legate alla mondialità, agli stili di vita, al volontariato sociale. I giovani sono stati coinvolti nella gestione di un percorso con gli studenti coordinati dall’Area Mondialità in sinergia con l’Area Giovani e gli Istituti Scolastici e sono stati coinvolti nella realizzazione di incontri con i gruppi giovanili di 4 parrocchie; 
  • MI FIDO DI TE Questo percorso ha visto impegnati i giovani in attività di servizio a favore delle persone seguite da Caritas attraverso servizi gestiti direttamente (es. doposcuola – centro distribuzione vestiario);
  • COMUNICARE SOCIAL! Quello della comunicazione è un settore sempre più importante per la promozione del senso e delle iniziative di volontariato e più in generale di progetti sociali. I giovani hanno partecipato ad un percorso formativo sulla comunicazione sociale con un formatore esperto ed hanno poi progettato e realizzato il Flashmob “Abitiamo la città” finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulla povertà e a raccogliere indumenti per centro vestiario Caritas/S.Vincenzo.
  • OSA LA VITA – E’ una proposta che prevede un Anno di Volontariato Sociale. Un giovane ha aderito a questo percorso particolarmente impegnativo che ha previsto la condivisione della vita comunitaria presso la “Città dei Ragazzi” del Movimento Contemplativo Charles de Foucauld e il servizio di accoglienza maschile nella stessa organizzazione.

Nel corso del progetto sono stati programmati e organizzati incontri di formazione con tutti i giovani per un totale di 40 ore. Otto giovani coinvolti nel progetto hanno partecipato ad un’esperienza di volontariato all’estero nel mese di agosto 2105 organizzata in Albania dall’Associazione “Volontari Del Sebino” di Brescia.

LOTTI PER MILLE

La crescente fatica da parte di molte famiglie nell’ assicurarsi in autonomia i generi alimentari necessari alla sussistenza si accompagna spesso a fenomeni di isolamento ed emarginazione sociale dovuti a molteplici cause. Queste criticità si innestano spesso in contesti sociali complessi caratterizzati da una serie di problematiche quali diffcoltà di convivenza tra etnie e culture diverse, concentrazione di famiglie multiproblematiche, fatica più generale nel costruire relazioni e azioni solidali tra le persone e i gruppi.

L’idea alla base del progetto è offrire la possibilità di produrre in proprio ortaggi attraverso il coinvolgimento di famiglie e persone in difficoltà, di parrocchie, di volontari, realtà associative e cooperative locali, il tutto ovviamente senza fini di lucro.
Queste le azioni principali:

– individuati 5 terreni disponibili ed adatti ad accogliere le coltivazioni orticole (2 lotti Quartiere Cerialdo – 1 lotto fraz. Confreria – 1 lotto fraz. S.Rocco Castagnaretta- 1 lotto Caraglio)
– preparati i terreni, scelte le piante da orto, acquistate piantine, sementi e attrezzi di lavoro,
coinvolti tecnici agrari per seguire il lavoro e fornire consulenze.
– coinvolte nella
coltivazione degli orti 29 famiglie (22 in frazione Cerialdo e 7 nel Comune di Caraglio)
– impiegate negli orti
8 persone con problemi sociali e lavorativi in tirocinio formativo
– riutilizzato un terreno della Comunità per minori di S.Rocco Castagnaretta della Cooperativa Emmanuele per la produzione di ortaggi per l’autoconsumo e la distribuzione ad altre famiglie/enti.
coltivati e distribuiti settimanalmente insalata, zucchini, fagiolini, pomodori, peperoni, patate, cipolle, carote, melanzane, cavoli, porri…. a famiglie/persone in diffcoltà attraverso canali diversi (in primis Pastorale Sociale e del Lavoro con l’impiego attraverso voucher di persone in difficoltà, volontari del Centro di Ascolto diocesano e dei Centri distribuzione viveri Caritas parrocchiali S.Pio X, Confreria, Madonna delle Grazie, Salesiani, Santa Maria, Campo Solidale di accoglienza migranti stagionali di Saluzzo)

Accanto a questi concreti risultati, le ricadute sono state più ampie: il ritorno alla terra con le sue implicazioni ecologiche e sociali, famiglie impegnate nell’autoproduzione, il contributo dei vari protagonisti del progetto, l’integrazione e il sostegno al reddito di persone in situazione di svantaggio attraverso i tirocini, la curiosità iniziale e il progressivo supporto di singoli cittadini, la sensibilizzazione delle comunità locali in diverse occasioni pubbliche (come ad esempio la Festa del Ringraziamento organizzata a Caraglio a novembre 2015 dall’Associazione Contardo Ferrini nella quale è stato presentato il percorso degli orti sociali).