Il metodo

ASCOLTARE

L’incontro con l’altro inizia con l’Ascolto. “Ascoltare è il primo passo per entrare in relazione, dopo esserci accorti di chi ci sta accanto. È uscire dalle nostre vedute e dai nostri schemi; è disponibilità a far spazio all’altro e alla realtà che ci sta attorno; è prendere parte, capacità di condivisione della vita che ci viene raccontata; è uno stile, un atteggiamento per cogliere e fasi carico di presenze, di silenzi, di situazioni e di drammi, presenti sul territorio”. (Ferdinandi S., Radicati e fondati nella carità, EDB, Bologna 2006, p. 342)

OSSERVARE

Dopo aver ascoltato è il momento di guardarsi intorno per trovare una chiave di lettura della realtà che ci circonda, per riscoprirne bisogni e risorse. “Osservare è accorgersi della persona che ci sta accanto e di quanto accade, rilevare le tante problematiche, le povertà tradizionali, a cui si aggiungono sempre fenomeni nuovi di povertà, di emarginazione e di disagio. Permette di individuare le varie risorse e disponibilità singole e di gruppo presenti sul territorio. […]

L’osservare permette la rilevazione sistematica e oggettiva delle situazioni, mette in grado di curare e diffondere dati e informazioni raccolte, per far crescere la consapevolezza dell’opinione pubblica e il coinvolgimento della comunità ecclesiale e delle pubbliche istituzioni nel processo di ricerca e progettazione di soluzioni ai problemi”. (Ferdinandi S., Radicati e fondati nella carità, EDB, Bologna 2006, p. 343)

DISCERNERE

“Discernere è leggere e comprendere, con competenza umana e con criteri di fede, le situazioni di povertà; è individuare e analizzare i meccanismi, le cause, le “strutture di peccato” che generano povertà; è anche promuovere modi e forme specifiche per sensibilizzare, responsabilizzare e coinvolgere la comunità”. (Ferdinandi S., Radicati e fondati nella carità, EDB, Bologna 2006, p. 344)