Avvento di prossimità. La casa vuota è una casa inutile

A Cervasca le parrocchie sperimentano un utilizzo nuovo di immobili ecclesiastici in disuso

La casa canonica di Cervasca è da due mesi abitata da 4 giovani: 3 stranieri e un italiano. È stata messa a disposizione dalle parrocchie dell’Unità pastorale Cervasca-Vignolo. La sistemazione è arrivata dopo che i giovani avevano incontrato diffidenze nel ricevere in locazione una casa.

“All’inizio eravamo in un appartamento lontano da qua. Con la cooperativa ne volevamo uno più grande. Abbiamo iniziato a cercare e c’era un appartamento suggerito da un amico. Il primo giorno è andato Davide. La seconda volta siamo andati io, Davide e una nostra amica. Abbiamo visto la casa, c’erano dei vicini, e poi siamo andati via. Pensavamo di entrare nella casa in due settimane. Il giorno dopo Davide mi ha detto che non andavamo più in quella casa perché i proprietari non volevano che ragazzi neri entrassero lì. Allora cosa fare? Eravamo un po’ in difficoltà”.

Così raccontano Ian e Lockman, insieme a Davide della cooperativa agricola sociale Tesori della Terra. Ian è della Tanzania ed è in Italia da quattro anni, è laureato, e adesso sta facendo uno stage nella cooperativa agricola sociale. Lockman è del Burkina Faso, ha 27 anni, è in Italia da 5 anni. “Quando siamo andati a vedere la casa un particolare a cui non sono abituato è la gente che ci guardava. Mi sentivo osservato. Alla fine non volevano che degli africani vivessero nella casa e non mi ha stupito la disdetta”, dice Davide della cooperativa sociale. “Qua nella canonica la realtà è tutta un’altra. Ci sentiamo a casa e anche parte della comunità parrocchiale” dice Ian. “È funzionato il fatto che essendo una canonica quando siamo entrati ci siamo presentati alla comunità in chiesa. Cerchiamo di interfacciarci con la comunità il più possibile, compatibilmente con i nostri impegni lavorativi” dice Davide.

Di fronte a questa situazione don Tonino Arneodo e don Mariano Bernardi hanno dato loro la canonica di Cervasca ormai vuota. “Viviamo in un mondo che fatica ad accettare la diversità”, dice don Tonino. “A qualcuno che è diverso non si affitta perché fa paura. Si scontra anche con la giusta rimostranza che questa casa l’ho guadagnata con fatica e deve rendermi qualcosa. Allo stesso tempo la casa vuota è una casa inutile. La casa è un luogo di dignità. Di fronte al problema delle canoniche vuote come Chiesa ci stiamo interrogando. Noi vogliano usare queste case”.

Per contribuire alla campagna dell’Avvento di prossimità si può fare un’offerta alla Caritas diocesana di Cuneo tramite lo sportello presso la Curia diocesana, in via Amedeo Rossi 28, dal martedì al giovedì dalle 9 alle 12, telefono 0171605151. Si può provvedere anche tramite bonifico bancario a “Fondazione Opere Diocesane Cuneesi” – iban: IT 96 N030 6910 2001 0000 0075 579, indicando nella causale “Avvento di prossimità 2021”.