Domenica 7 novembre: Giornata nazionale del ringraziamento

Rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori, in un cammino di ecologia integrale

“Lodate il Signore dalla terra (…) voi, bestie e animali domestici”. Lo spirito della settantunesima Giornata nazionale del ringraziamento è scandito da questo passo del Salmo 148.

Don Giuseppe Pellegrino, Consigliere ecclesiastico provinciale di Coldiretti Cuneo, ha scritto un messaggio, invitando i parroci delle zone rurali a celebrare la Giornata.

L’attenzione del messaggio della Commissione episcopale italiana per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace si concentra sul rapporto dell’uomo con gli animali da considerare compagni della creazione, inseriti in un progetto di alleanza. “La prossimità agli animali, che nella tradizione della civiltà agricola ha portato a sentirli e trattarli quasi come partecipi della vita familiare, nella modernità è stata abbandonata, riducendo queste creature ad oggetti di mero consumo”, scrive la Commissione. “La civiltà urbana, d’altra parte, ha portato talvolta a eccessi opposti, con un’attenzione per gli animali da compagnia talvolta superiore a quella per gli esseri umani”.

Un altro aspetto sul quale si concentra la Commissione è il rinnovamento degli stili di vita per garantire diritti agli allevatori che si muovono verso un’ecologia integrale. “Un approccio di ecologia integrale dovrà tornare, invece, a valorizzare un orizzonte equilibrato, superando la riduzione moderna del vivente a oggetto di consumo, per riscoprirne il valore proprio. Nei confronti degli animali non si può avere, allora, un rapporto puramente strumentale”, continua la Commissione. Ricordando anche che la qualità e quantità degli allevamenti dipendono anche dalla domanda e dagli stili di vita delle persone. Infine un ringraziamento da parte della Commissione: “Vogliamo ringraziare il Signore per chi promuove forme di allevamento sostenibili. Grazie all’impegno di alcuni allevatori, sono state valorizzate molte aree interne del nostro Paese, che senza la loro generosa lungimiranza, sarebbero state abbandonate allo spopolamento e al degrado ambientale”.

Iivn