Aggiornamenti vari

Emergenza migranti in Bosnia Erzegovina

Seppur da diversi anni si sta vivendo in Bosnia una situazione emergenziale legata alla famosa “Rotta Balcanica” negli ultimi giorni si sta dando particolare risalto alla gestione che riguarda il Campo profughi di Lipa. Caritas Italiana, come già ribadito nelle scorse settimane, in questa fase è presente in Bosnia Erzegovina con un operatore in loco che sta lavorando a fianco degli operatori di Caritas in Bosnia e di altre organizzazioni presenti nel campo di Lipa per sostenerla nel monitoraggio dei bisogni, nell’organizzazione degli aiuti in loco, nella consegna degli articoli di prima necessità e nella definizione di un piano di lavoro per il medio periodo nonchè in tutto il coordinamento delle Caritas Diocesane.
Come Caritas Diocesana di Cuneo, e in linea con le raccomandazioni espresse da Caritas Italiana, raccomandiamo di non avviare nè nelle parrocchie nè nelle Caritas Parrocchiali alcune genere di raccolta di materiali dall’Italia, in quanto:

– è molto complicata da gestire per le procedure doganali, essendo la Bosnia Erzegovina un paese fuori dall’Unione Europea, oltre ad essere una procedura molto costosa (trasporto fino in Bosnia e costi di sdoganamento) ed è ancora più difficile soprattutto se si tratta di generi alimentari;
– c’è un problema logistico per la mancanza di magazzini in loco per lo stoccaggio e di personale che possa gestirli;
– c’è un rischio molto elevato di raccogliere, come nel caso dell’abbigliamento, cose che magari sono utili il giorno in cui parte la raccolta ma rischiano di essere inutili perchè arrivano in un momento sbagliato.

Ribadiamo quindi che per rispondere in modo efficace all’emergenza umanitaria che si è venuta a creare, Caritas Italiana ha lanciato una campagna di raccolta fondi attraverso i tradizionali canali, raccolta che sta consentendo di acquistare quanto necessario direttamente presso i negozi locali e commerciali, aiutando in via propedeutica l’economia locale, già molto fragile di per sè e particolarmente in crisi in questo periodo di Covid.