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100 milioni di contagiati e 2 milioni di deceduti in tutto il mondo

In tutto il mondo, stando agli ultimi dati dell’OMS, il COVID – 19 ha contagiato più di 100 milioni di persone, mentre oltre 2 milioni di persone sono decedute, dato questo che nelle settimane appena trascorse ha avuto un aumento record del 9%.
Nel frattempo si è avviata la campagna vaccinale globale, ma non in maniera equa per i tutti i paesi del mondo. I dati ci mostrano che l’ 1,18% della popolazione mondiale ha ricevuto la prima dose, dato che diminuisce esponenzialmente fino allo 0,07% per la seconda dose. Se si analizzano i dati singolarmente per paese ci si rende conto che, a fronte di stati dove lo si sta somministrando in maniera programmatica e continuativa, ve ne sono altri che non hanno neanche avviato la vaccinazione. La questione fondamentale è che tutti possano avere l’accesso al vaccino per contrastare il COVID 19, come ha messo in evidenza il giorno di Natale il Santo Padre “[…] in questo tempo di oscurità e incertezze per la pandemia, appaiono diverse luci di speranza, come le scoperte dei vaccini. […] ma perché queste luci possano illuminare e portare speranza al mondo intero, devono stare a disposizione di tutti.”

Tuttavia ci sono ancora molte ombre che non rendono il vaccino effettivamente accessibile a tutti. Ad es. in questo momento Israele è il Paese che ha vaccinato gran parte della sua popolazione, il 27,1%, ma ha escluso dal programma vaccinale i circa 5 milioni di palestinesi che vivono nei territori occupati in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Inoltre, al di là delle decisioni discriminanti di singoli governi, vi è il rischio che alcuni paesi siano lasciati indietro, o addirittura interi continenti, come l’Africa.
L’opinione dell’OMS è che solo un quarto di tutti i Paesi africani ha la disponibilità finanziaria per una campagna vaccinale adeguata e anche per quelli che hanno le capacità economiche sussistono difficoltà logistiche enormi come, ad esempio, la gestione della catena logistica della conservazione del vaccino. Le previsioni più ottimistiche indicano che solo il 3% della popolazione africana verrà vaccinata entro il prossimo marzo e il 20% entro la fine del 2021.

Papa Francesco ha richiamato tutti affinché “i nazionalismi chiusi ci impediscano di vivere come la vera famiglia umana che siamo. Non possiamo neanche lasciare che il virus dell’individualismo radicale vinca noi e ci renda indifferenti alla sofferenza di altri fratelli e sorelle.”
In questo momento si ha la necessità di una fratellanza globale. “Una fraternità basata sull’amore reale, capace di incontrare l’altro diverso da me, di con-patire le sue sofferenze, di avvicinarsi e prendersene cura anche se non è della mia famiglia, della mia etnia, della mia religione; è diverso da me ma è mio fratello, è mia sorella. E questo vale anche nei rapporti tra i popoli e le nazioni: fratelli tutti!” ci ha indicato il Pontefice.

Oltre alla disparità dell’accesso al vaccino per tutti i popoli della terra, vi è un altro aspetto messo in evidenza dalla pandemia: la forbice delle diseguaglianze si sta allargando sempre di più, rendendo i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. La pandemia sta lasciando centinaia di milioni di persone disoccupate o sottooccupate. Le minoranze etniche e le fasce più vulnerabili sono le prime che, perdute le risorse per il loro sostentamento, entrano nella spirale della povertà, della fame e della mancanza dell’assistenza sanitaria. Tra queste le più colpite sono le donne, soprattutto in alcune aree, come il Medioriente e l’Africa del Nord.
Affinché nessuno sia lasciato indietro, è necessario allora il contributo di tutti per invertire la rotta, rispondendo all’appello di Papa Francesco: “Di fronte a una sfida che non conosce confini, non si possono erigere barriere. Siamo tutti sulla stessa barca. Ogni persona è mio fratello.”.
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