“Ero forestiero mi avete ospitato”

Nelle diocesi di Piemonte e Valle d'Aosta domenica 27 settembre si celebra la 106° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Operare perché i migranti, forzati e non, siano riconosciuti come portatori di doni e talenti oltre che di diritti e dignità: con questa intenzione il Coordinamento regionale degli uffici Migrantes delle Regione Pastorale Piemontese si appresta a vivere la 106° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato domenica 27 settembre. Quest’anno sede della celebrazione sarà ciascuna delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta.

Scrive il Coordinamento regionale : “Il Piemonte è riconosciuto come ‘terra dei Santi sociali’, figure che in periodi diversi hanno avuto la grande capacità di leggere i segni dei tempi e di essere solleciti nel rispondere alle emergenze e ai bisogni del territorio. La loro storia e il loro carisma è presente tutt’oggi e ci sollecitano a esprimere alcune preoccupazioni, raccomandazioni e richieste che riguardano i nostri fratelli e sorelle arrivati da lontano. Il Piemonte, pur non essendo una regione interessata dagli sbarchi, rappresenta però un territorio di passaggio perché al confine con la Francia (attraverso la Valle di Susa e non solo) e un luogo di grande concentrazione stagionale di manodopera straniera per la raccolta della frutta (saluzzese). Torino e le grandi città, poi, evidenziano la scarsa capacità delle politiche di includere tutti coloro, giovani nativi o immigrati, che in questi anni hanno sostenuto la crescita economica, ma che hanno al contempo maggiormente patito le difficoltà indotte dalla crisi e, negli ultimi mesi, dalla pandemia. Per i migranti, in particolare, la pandemia ha rappresentato il passaggio dalla sovraesposizione mediatica e politica alla scomparsa dalla cronaca, per poi ritornare, con la ripresa degli sbarchi in Italia, a occupare la scena dipinti come ‘untori’ o ‘balordi’”. Gli uffici Migrantes delle nostre diocesi sono “impegnati a costruire una Chiesa e una società che siano capaci di leggere i segni dei tempi e di posizionarsi sulla soglia, attenti ai cambiamenti e pronti ad aprire la loro porta”.

La Giornata a livello nazionale culminerà nella celebrazione dell’Eucaristia presieduta domenica 27 settembre dall’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, nel Duomo di Torino alle ore 11, in diretta su Rai 1.

“Noi credenti – scrive ancora il Coordinamento – non possiamo che partire dalle parole di Gesù nel Vangelo di Matteo (25,35): ‘ero forestiero mi avete ospitato’. Si sente il grido dei 50 milioni di sfollati interni sparsi nel mondo”. Le diocesi piemontesi vogliono richiamare l’attenzione sulle persone “invisibili e i precari, perché escano da condizioni che li espongono a ricatti, sfruttamento ed emarginazione sociale” e invocano “una nuova politica sociale e del lavoro, che abbia una rinnovata visione sulla libera circolazione delle persone nei nostri territori e sulla presenza di stranieri”.