Messaggio della commissione regionale piemontese Sociale e Lavoro per il 25 Aprile e il 1° Maggio

“Affrontare i problemi da soli è avarizia, affrontarli tutti insieme è la politica”

“Vediamo che nelle nostre città tanti giovani e gruppi si stanno mobilitando sia per il 25 aprile come per il 1° maggio invitando a partecipare attraverso quei mezzi, i social, di cui sono competenti. A loro, i giovani, sentiamo di esprimere la nostra fiducia e la nostra collaborazione per un presente prossimo e futuro diverso”.

Lo scrive in una nota don Flavio Luciano, responsabile della commissione regionale per il Sociale e il Lavoro della Chiesa di Piemonte e Valle d’Aosta. <Una società futura – prosegue – da costruire con la stessa serietà e lo stesso coraggio che accompagnarono quella generazione straordinaria che ora sta, con tanta sofferenza, pagando più di tutti per la pandemia>. Sottolinea che <come ci hanno insegnato quei giovani di allora, se desideriamo un mondo più umano e fraterno, sono indispensabili capacità di dialogo autentico, disponibilità a mettersi insieme, cooperazione e collaborazione>. Ricorda le parole di papa Francesco: “siamo tutti sulla stessa barca” e che bisogna remare nella stessa direzione, verso una società dell’uguaglianza e della solidarietà. Riprende gli insegnamenti di don don Milani quando affermava con estrema chiarezza: «Affrontare i problemi da solo è l’avarizia, affrontarli tutti insieme è la politica».

La Commissione valuta quindi che anche se <distanti gli uni dagli altri> si deve essere uniti, nel commemorare insieme queste due ricorrenze così importanti a cui dobbiamo tanto: la Repubblica, la sua fondazione Costituzionale e sociale, politica, civile e culturale, i diritti, la nostra libertà. Dal 29 aprile sarà disponibile sul canale YouTube della diocesi di Vercelli, una breve celebrazione riguardo al 1° maggio preparata dalla Commissione Regionale della Pastorale sociale e del lavoro.

A nome di tutta la commissione chiede <alle comunità e associazioni di far sapere cosa stanno preparando per la festa dei lavoratori, così da poter condividerlo. A tutti rivolgiamo l’augurio finale del messaggio dei Vescovi, di diventare segno di speranza in questo tempo per cogliere la sfida di rendere il mondo una casa comune e per essere capaci di abitare e costruire il pianeta che speriamo>. 

Da parte della Commissione arriva l’invito a leggere con attenzione il Messaggio preparato e offerto alle comunità in vista della Festa del 1° maggio dalla Commissione Episcopale della CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.

I Vescovi offrono una riflessione seria sul lavoro a partire dall’emergenza sanitaria in atto che ha fatto riemergere la realtà in tutta la sua ineliminabile complessità, in totale contrasto con le nostre pretese di semplificazione, finalizzate al controllo e al dominio sulla natura e sulla società. Affermando che nulla sarà come prima, essi ci richiamano al nostro compito di coltivare e di custodire il mondo e le persone che abbiamo accanto, per riscoprire il bisogno, e il dovere, delle relazioni, della solidarietà che ci legano gli uni agli altri. La Commissione episcopale ci chiede, poi, di ripensare l’economia e il lavoro in una prospettiva di sostenibilità e, quindi, di produzione di cose buone per l’uomo, destinate a durare nel tempo.

C’è anche l’invito a rileggere le preziose considerazioni che la Segreteria Generale della CEI ha offerto alle diocesi e ai fedeli durante questi mesi di distanziamento e di isolamento sociale (vedi i tre testi: «Ci sta a cuore», «Il tempo della cura» e «Seminare speranza», reperibili sul sito della CEI www.chiesacattolica.it).

<Questi interventi – conclude la nota – possono aiutarci a vivere bene anche la ricorrenza del 25 aprile75° anniversario della liberazione. Mai come oggi c’è bisogno di un momento di unità del Paese in vista di quella ricostruzione morale, economica e sociale che si renderà necessaria dopo l’emergenza planetaria della pandemia dagli effetti devastanti. Ecco perché la festa della Liberazione in questo 75esimo anniversario avrà un valore diverso e forse più simbolico di tutte le altre>.