Alcune riflessioni su "La Fedeltà" del 28 agosto

Carovana della Pace 2019

“Voi griderete prima che gridino le pietre?” chiedeva Papa Francesco lo scorso anno rivolgendosi ai giovani durante la celebrazione delle Palme in piazza San Pietro. È a questa domanda che vuole rispondere la Carovana della Pace in programma nel pomeriggio di domenica 22 settembre tra Cuneo e Boves. L’hashtag #primachegridinolepietre, che richiama esplicitamente le parole del Papa, invita a scuotersi dall’indifferenza e dall’egoismo, a muoversi…
Giunta alla 17ª edizione, la Carovana è una manifestazione animata dalla Commissione “Giustizia, pace e custodia del creato” (costituita all’interno della Pastorale sociale e del lavoro delle diocesi di Cuneo e Fossano) che coinvolge numerose associazioni del territorio (come Lvia, Agesci-Scout, Papa Giovanni XXIII, Libera, Scuola di pace di Boves, Anpi, ecc.) ed è inserita nei percorsi celebrativi dei tragici eventi accaduti a Boves nel settembre 1943. Una Carovana di uomini e donne, giovani e bambini, credenti e non, che vogliono mettere al centro i valori della Costituzione e del Vangelo. “La marcia vuole esprimere un forte no al clima di odio, di strisciante razzismo e di indifferenza che sta prendendo piede nel nostro Paese e nell’Europa in generale – afferma don Flavio Luciano, coordinatore della Carovana e della Pastorale sociale, parroco dello Spirito Santo -.A Papa Francesco che invita a gridare, noi vogliamo rispondere che di fronte all’ingiustizia non si può stare zitti! Mentre in mare e nei deserti africani continuano a morire centinaia di persone,
non si può rimanere indifferenti e non opporsi in maniera decisa a leggi ingiuste, come i recenti Decreti sicurezza.
Essere cristiani e cattolici vuol dire stare dalla parte dei poveri e dei deboli, sempre e senza paura, perché quella è la parte da cui sta Gesù”.
La Carovana quest’anno partirà non solo da Cuneo (monumento della resistenza), ma anche da Borgo San Dalmazzo (memoriale della deportazione) e da Chiusa Pesio (monumento ai caduti) passando per Peveragno.
Meta finale dei tre percorsi sarà piazza Italia a Boves dove, a partire dalle 16, ci sarà spazio per alcuni testimoni: don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, don Pierluigi Di Piazza, responsabile del Centro di accoglienza per immigrati “Ernesto Balducci” di Zugliano (Udine), e zia Caterina, una donna di Firenze che,dopo aver ricevuto in eredità auto e licenza dal proprio compagno, morto per un cancro, ha messo su un servizio taxi per accompagnare pazienti oncologici in tenera età da casa all’ospedale, ma anche solo a mangiare una pizza o a vedere un bel film.
“Per noi è importante fare memoria di chi ha pagato ed è caduto nella lotta per un Paese diverso. Ma non vogliamo che sia una memoria solo celebrativa – spiega don Flavio in riferimento ai luoghi di partenza e di arrivo -. La Costituzione, scritta settant’anni fa proprio come conseguenza di quella lotta per rispondere al fascismo, al razzismo, alla guerra, non è solo una carta ma un progetto di cui noi dobbiamo essere oggi gli esecutori. Quindi non basta ricordare: occorre un cambiamento etico, una rivoluzione delle coscienze
con l’impegno di tutti, autentico e quotidiano. Quindi non basta gridare: occorre, a partire da un nuovo senso di responsabilità, passare all’azione testimoniando lo spirito e i contenuti della Carovana nelle nostre comunità e nei nostri territori”.
I promotori rivolgono un forte invito a partecipare a tutti coloro che vogliono abbattere il muro dell’indifferenza, in particolare alle
parrocchie e ai giovani.